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DOVE L’ALPINITÀ È DI CASA

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Non è un’impresa facile ripercorrere cent’anni di storia e soprattutto riuscire a celebrarla trasmettendo i suoi momenti più significativi. Per fortuna la Sezione Carnica nasce e vive in un territorio in cui lo spirito alpino va oltre la mera appartenenza a un Corpo o l’adesione a un’associazione. Il tessuto locale è infatti impregnato di alpinità e la popolazione accoglie sempre con grande entusiasmo e partecipazione gli alpini. Così la storia della Sezione e dei suoi attuali 31 Gruppi continua ad essere tramandata e soprattutto vissuta lungo un viaggio che dura da ben cent’anni. Era infatti il 5 gennaio 1923 quando L’Alpino annunciava la fondazione della Sezione Carnica. Il 29 aprile dell’anno seguente si teneva la prima assemblea alla presenza di trentuno soci capeggiati da Ilario Candussio, invalido di guerra, decorato al valor militare, come lo erano peraltro tanti dei reduci della Grande Guerra che confluirono nelle file dell’Ana Carnica. Nel suo primo decennio di attività, ma ...

LA STORIA, I RACCONTI, PAULARO E CIRO DI GLERIA

  È arrivata la pioggia e il brutto tempo. Lungi da me narrare le vicissitudini delle attuali giornate primaverili e del loro delicato clima invernale! Quello che voglio raccontare è come la neve ha benevolmente incipriato i profili delle montagne trattenendoci tutti a casa. Benevolmente perché nelle giornate di bel tempo, il centro dei paesi di montagna al mattino pullula di gente che al pomeriggio affolla come api gli orti e i campi, mentre l’inverno e il freddo riportano la vita in casa e, quest’anno, lo fa anche la primavera. Con gli anni, ormai ben nove, mi sono abituata a questi ritmi che riportano pace interiore mentre si guarda il mondo dalla finestra. Anche il dolce riposo è apprezzabile. A dire la verità, aspettavo da tempo un’occasione per rintanarmi in casa ad un orario adatto per dedicare alcune ora alla lettura dei racconti di Ciro Di Gleria che l’autore mi aveva personalmente donato. Ho considerato questo fatto un grande onore e, a lettura ultimata, un grandissimo pr...

LUIGINA FERUGLIO, MUSICISTA, INSEGNANTE E MAMMA, UN TRINOMIO INDIVISIBILE

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Luigina Feruglio, originaria di Martignacco, in provincia di Udine, è nota nel panorama musicale nazionale per le sue esecuzioni con l’arpa celtica. Luigina non ha tuttavia sembra suonato questo strumento proprio del folklore celtico. Come succede spesso, il primo passo di avvicinamento alla musica lo ha compiuto con la banda del paese, seguendo la tradizione di famiglia. A 8 anni Luigina suona il clarinetto, dimostrando una particolare inclinazione alla musica, tanto che viene spinta a frequentare il conservatorio. Si diploma in clarinetto a Udine e quindi inizia a insegnare, non disdegnando la partecipazione a iniziative e progetti musicali. Quando ha sentito che la musica era la sua passione? «La passione vera e propria si è manifestata al conservatorio, dopo aver frequentato le lezioni di teoria e solfeggio, e quindi nel momento in cui sono arrivata allo strumento.» Clarinetto prima, arpa celtica poi… «Suono l’arpa celtica da circa 8 anni, una scelta che è molto legata alla mia vit...

STORIA DI AMICIZIA/INIMICIZIA IN CARNIA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

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Raimondo Valesio Calice, s.t., 1962 olio-encasuto su tela, cm 95x64 (Sede Ana Paularo-Ud) Tra il 1915 e il 1917,   le nostre montagne furono teatro di battaglie terribili in condizioni climatiche davvero ostili, dove i combattenti di entrambi le parti erano poco più che ragazzi che in tempi normali erano legati anche da rapporti d'amicizia, scardinati dalla guerra. Fu così che soldati di tutti i paesi, accomunati dallo stesso destino, furono in grado di   stabilire dei rapporti pacifici e di ‘proclamare’, in certe occasioni, delle tregue. La più celebre tra queste fu senza dubbio la cosiddetta   Tregua di Natale del 1914   quando sul   fronte occidentale   i soldati francesi e tedeschi si scambiarono gli auguri di Natale e dei piccoli doni, sospendendo i combattimenti per una settimana. Questo genere di episodi avvenne anche sul   fronte italiano , specialmente in quelle zone del fronte in cui   la distanza   tra le   linee trince...

EPIDEMIE IN TEMPO DI CALAMITÀ NATURALI

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La terra tremò nel Friuli orientale il 20 ottobre 1788 alle ore 4.30 (VIII Mercalli). La scossa durò 3 o 4 secondi e fu seguita da altre 10- 12 scosse leggere nei giorni successivi. Il terremoto ebbe il suo epicentro a Tolmezzo . Le fonti (lettere di testimoni diretti, notizie pubblicate sui giornali dell’epoca e alcune epigrafi collocate in edifici ricostruiti) parlano di 32 vittime e di molti feriti su una popolazione stimabile in circa 1.400 abitanti. Più che per i danni del terremoto, il 1788 viene tuttavia ricordato per l’ epidemia di febbri dissenteriche che seguì. Nelle osservazioni medico, pratico, meteorologiche del padovano Jacopo Penada del 1792, si legge infatti quanto segue: «Ma nella Carnia, e segnatamente nel Territorio di Tolmezzo in conseguenza del terribile terremoto ivi occorso, si sviluppò una mortale Epidemia di febbri dissenteriche contagiose, le quali recarono un guasto considerabile a quelle misere popolazioni, e segnatamente nelle Ville d'Incarojo, di Si...

QUANDO L’IMPRENDITORIA FRIULANA CONQUISTA IL MONDO: INTERVISTA A GUSTAVO BOMBEN TITOLARE DELLA FAMA S.R.L

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Gustavo Bomben, amministratore unico dell’azienda FAMA S.r.l. di Zoppola di Pordenone, uno dei leader mondiali nella fornitura di accessori per gallerie (guarnizioni di sigillatura, sistema di connessione e accessori per i conci), è uomo friulano tout-court. Non ama parlare di sé e mantiene sempre un profilo basso anche riguardo ai risultati raggiunti dall’azienda. Ciò non frena tuttavia la sua voglia di raggiungere nuovi traguardi. Come arriva a Fama? «Devo dire che ho molta stima di Luigi Di Maio visto che ho iniziato pure io facendo il bibitaro alla Zanussi di Pordenone. Mi piace ricordare che tutte le esperienze lavorative insegnano qualcosa. Al tempo, avevo poca voglia di studiare ma, pur lavorando, mi sono diplomato in meccanica. Ecco quindi il mio passaggio a una nuova esperienza, quella tecnica, sempre presso l’azienda Zanussi.» «Dopo un po’ – prosegue il suo racconto – ho voluto condurre io stesso un’impresa commerciale, cosa che mi ha dato un grande insegnamento in campo am...

TECNOLOGIA PER LA VINIFICAZIONE E NON SOLO GORTANI SRL

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Potrebbe essere paradossale produrre distillati e solo successivamente pensare ai loro contenitori. Non è tuttavia così. La volontà di fornire prodotti di qualità hanno portato a guardare con attenzione non solo a quello che viene prodotto, ma anche a come viene conservato. Gortani Srl nasce da un’idea, anzi, visti i risultati raggiunti, da un’ottima intuizione di Gianpietro Gortani , padre dell’attuale titolare dell’azienda. Gianpietro aveva avviato nel primo dopoguerra una piccola attività di distilleria ad Arta Terme   (Ud) e usava, per imbottigliare, tradizionali contenitori. Riteneva tuttavia che fossero più adatti i contenitori realizzati in acciaio. Non disponendo a quel tempo di fornitori di quel tipo di recipienti, Gianpietro iniziò a produrli in proprio nella piccola officina. Da questa prima esperienza, la famiglia Gortani passa a produrre contenitori di acciaio anche per conto terzi. Con l’aumento di richieste, viene ritenuto necessario abbandonare la produzione di dis...

PICCOLA DIGRESSIONE SUL VINO: DA ELEMENTO CONVIVIALE A PROTAGONISTA DELLA STORIA

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Nella letteratura classica, il vino è associato all’idea di festa conviviale ed è presente nei simposi riservati a pochi che partecipano ad una serie di sequenze rituali con un liturgia ben precisa: ai partecipanti vengono poste ghirlande di fiori intorno al collo e versato unguento sul petto e balsami profumati. L’aspetto festoso del vino non manca certamente nella letteratura biblica: un banchetto con vini eccellenti e raffinati è la metafora usata in Isaia per descrivere un’età felice. In ambito nordico, ad un estremo geografico e cronologico, la birra prende il posto del vino, mantenendone le sue caratteristiche conviviali. Attorno al VII-VIII d.C., si canta che quando l’eroe  Beowulf  giunge dalla Svezia alla corte del re danese, questi, prima dell’attacco all’orco feroce di nome Grendel, fa allestire un convito di accoglienza dove il segno della festa non è altro che questo “limpido liquido”. Il vino diventa anche protagonista di vicende, avendo la capacità di guidare i ...

UN ALLEGRO BOTTA E RISPOSTA TRA FRIULI E VENEZIA GIULIA NELLA CAPITALE

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  ANCHE CON L’ALLEGRIA SI PUÒ COMBATTERE IL VIRUS Sabato 17 ottobre, presso la sede delle associazioni regionali (UNAR), il presidente del Fogolâr Furlan di Roma , Francesco Pittoni, e il presidente dell’ associazione Triestini e Goriziani della capitale , Roberto Sancin, hanno organizzato il “Gran Café Chantant” , evento che ha avuto per protagonisti due comici ben noti nel panorama artistico del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di Caterina Tomasulo e Alessio Colautti , “friulucana” lei e triestino lui, che hanno ingaggiato una sorta di duello tra friulani e triestini a suon di risate. A rappresentare la comunità friulana, la Tomasulo era accompagnata dal coro composto da Michela Bagatella, Tiziana Bagatella, Giovanni B. Bertolani, Edoardo Boccoli e Roberta Cortella. La comunità triestina ha potuto contare sugli intervalli musicali eseguiti da Marco Ballaben al pianoforte e Luciano Delak alla chitarra. L’evento è stato organizzato in questo particolare periodo di crisi mondi...

FOGOLÂR FURLAN, PITTONI: "UNA RISORSA NON UTILIZZATA AL MEGLIO"

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La mia intervista a Massimo Pittoni, presidente del  Fogolâr Furlan di Roma  per  Gente di Montagna Francesco Pittoni adagiato vicino al tipico Fogolâr France sco Pittoni, presidente del Fogolâr Furlan di Roma dal 2014, vanta una lunga appartenenza al sodalizio romano di cui è socio dal 1964. Nato a Roma il 28 dicembre 1942, è figlio di Giacomo originario di Imponzo di Tolmezzo (Ud). Dopo la laurea, Pittoni è impegnato in numerosi progetti che riguardano impianti petrolchimici, siderurgici e opere infrastrutturali, realizzati in Europa, Africa, Medio Oriente, Asia e America del Sud. Pittoni è un friulano di seconda generazione ma non per questo meno legato al territorio d’origine della sua famiglia. Fa da scenografia all’intervista, la sua settecentesca casa  di Imponzo. Giardino di casa Pittoni Si reca spesso in Friuli? « Vengo in Carnia tre o quattro volte all’anno, cosa che facevo anche prima con mio padre, anche se la nostra permanenza nella casa di Imponzo ...

COVID, FERRAZZI CONFINDUSTRIA BELLUNO: "LE AZIENDE TORNANO IN LOCO, CON LA DEGOBLALIZZAZIONE"

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La mia intervista a Andrea Ferrazzi, direttore di Confindustria Belluno Dolomiti per  Gente di Montagna Andrea Ferrazzi, 43 anni, è direttore di Confindustria Belluno Dolomiti dal 2017. L’associazione bellunese raggruppa attualmente circa 370 aziende. Covid e montagna, cosa è accaduto? «Quando parliamo di montagna veneta parliamo di Belluno perché buona parte del territorio montano è bellunese. Inutile dire che l’emergenza sanitaria ha avuto un pesante impatto sull’economia veneta, come peraltro in buona parte dell’Italia. Colpito particolarmente il settore dell’occhialeria che lavora moltissimo con gli Stati Uniti. Metalmeccanica ed elettronica stanno per ora ‘a galla’. Bisogna dire che aziende hanno generalmente retto bene la situazione ma rimane il problema della domanda che per ora manca.» Com’è cambiata l’economia? «La crisi sanitaria ha solo accelerato dinamiche preesistenti, in particolare il problema della digitalizzazione e della deglobalizzazione, ossia la riloc...

QUANDO UN EVENTO INTERNAZIONALE SI TINGE DI CARNIA

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Dopo il lockdown, anche il Friuli Venezia Giulia è ripartito con le selezioni di Miss Mondo Italia 2020 ed è l’ agriturismo Randis   di Arta Terme  (Ud) a rappresentare l’unica tappa carnica dell’evento, ospitando,  domenica 2 agosto dalle ore 13.30 , la  finale regionale di Miss Mondo FVG & Veneto Orientale . La finale nazionale si svolgerà invece a Gallipoli (Le), dal 31 agosto al 19 settembre, e individuerà  la rappresentante italiana alla finale mondiale di Miss World, il più antico e prestigioso concorso internazionale di bellezza. L’agriturismo Randis ha voluto cogliere l’occasione di questo importante evento per promuovere e valorizzare il territorio carnico facendo sfilare le 22 ragazze selezionate in abiti carnici/tirolesi creati da  Wally Gortan di Paularo  (Ud). Wally ha iniziato la sua attività di sarta a 14 anni per aprire il suo negozio in Val d’Incarojo circa 5 anni dopo. È attiva da più di 60 anni e ...

BELLETTI – APT GORIZIA: ‘IL NOSTRO PAESE E LA NOSTRA REGIONE HANNO NECESSITÀ DI VERITÀ’

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La mia intervista a  Caterina Belletti,  avvocato di Monfalcone (Go) e presidente dell’Azienda Provinciale Trasporti (APT) di Gorizia ,  per  Dresscodebiz Come si sente, come donna, a ricoprire il suo ruolo di presidente dell’APT? “Non ho mai pensato e ragionato in funzione del genere, ma che il mandato mi sia stato dato per competenza. La differenza tra uomo e donna c’è ed è innegabile che il genere femminile deve sempre dimostrare qualcosa di più. Questo lo sappiamo e ci dobbiamo comportarci di conseguenza, senza farne un dramma.” E come avvocato? “La stessa cosa vale per il mio lavoro di avvocato. Bisogna porsi e comportarsi sapendo che una donna è un valore aggiunto perché vede le cose da un’altra prospettiva.” Di cosa, secondo lei, ha bisogno la nostra Regione, sotto ogni punto di vista? “Di cosa ha bisogno non la nostra Regione, ma il nostro Paese. Ci deve essere molto meno ipocrisia: la conquista dell’uso dei femminili non è una cosa fondame...

STORIA DI UN’EMIGRAZIONE E DI UN RITORNO: LA PRESIDENTE DELL’UNIONE DEI CUOCHI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA MARINELLA FERIGO

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Partivano con il sacco in spalla… non è l’inizio di un racconto di altri tempi. Anzi sì, lo è, ma potrebbe anche essere il prologo di una storia moderna. L’emigrazione ha da sempre riguardato, ahimè continua a farlo, il territorio friulano. Forse manca oggi la fatica degli spostamenti a piedi o con mezzi di fortuna, come avveniva nel passato, ma rimane pur sempre presente la necessità di trovare lavoro altrove. Marinella Ferigo, oggi titolare del ristorante Ai Celti di Gemona , presidente dell’Unione Cuochi del Friuli-Venezia Giulia , è “tornata” nel suo territorio d’origine da cui si è allontanata adolescente. Marinella comincia a lavorare negli anni ’70 in una casa privata, poi in un ristorante al Lido di Venezia . Emigra quindi in Svizzera dove fa la barista; è nel territorio elvetico che inizia a prendere confidenza con la cucina, aiutando ogni tanto il cuoco del ristorante. L’emigrazione la porta successivamente in Germania dove lavora come cameriera ai piani. Continu...