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NIGERIA: A CASA IL GENERALE CHE NON HA SCONFITTO BOKO HARAM

NIGERIA: A CASA IL GENERALE CHE NON HA SCONFITTO BOKO HARAM LA SUA RIMOZIONE DOPO SOLO SEI MESI DIMOSTRA QUANTO LA LOTTA AI TERRORISTI SIA ARRIVATA AD UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA Risale al 6 dicembre la notizia della  rimozione del maggior generale   Ibrahim Attahiru dal suo incarico di comandante dell’operazione  ‘ Lafiya Dole ’ (pace con ogni mezzo), lanciata nel luglio 2015 per combattere il gruppo terroristico  Boko Haram  attivo nel nordest della Nigeria. Nominato a maggio di quest’anno,  Ibrahim è stato sostituito dal maggior generale Nicholas Rogers , non a caso  a pochi giorni dalla strage avvenuta in un mercato della città di Biu , a 185 chilometri a sud di Maiduguri, capitale dello stato di Borno nel nordest del Paese. Il bilancio è di  18 morti e più di 50 feriti . Si tratta dell’ennesimo attacco verificatosi nei sei mesi sotto il commando di Ibrahim. Lo  scorso 21 novembre , era stata la volta di una moschea att...

PAKISTAN, TRA STOP ALLE VIOLENZE E VOGLIA DI RICOMINCIAR

IL RACCONTO DI UN PROFUGO, IN EUROPA DA 10 ANNI, MA CHE NON È ANCORA RIUSCITO AD OTTENERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO Quello del dicembre è stato l’ultimo attentato, ma solo in ordine di tempo, compiuto in Pakistan . Nel mirino il campus dell’istituto dell’agricoltura dell’università di Peshawar nel nordovest del paese. La città è spesso scossa da attacchi terroristici proprio perché vicina al confine afgano da dove si infiltrano militanti jihadisti e talebani. Il bilancio dell’attentato è ancora incerto. Si parla di almeno 14 morti, inclusi i terroristi, secondo quanto dichiarato dalla polizia, e di diversi feriti. La maggior parte delle vittime sono studenti. Nascosti dal burka, i terroristi, pesantemente armati, sono entrati nell’edificio e hanno sparato indiscriminatamente su chi si trovava sulla loro strada, compreso un responsabile della sicurezza. Il principale gruppo talebano del Paese, il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) , ha rivendicato l’attacco in un messaggio in c...

KENYA: QUESTIONI ETNICHE E INTERESSI INTERNAZIONALI

KENYA: KENYATTA VINCITORE TRA QUESTIONI ETNICHE E INTERESSI INTERNAZIONALI SONO ORMAI LONTANI I TEMPI I CUI CI SI PREOCCUPAVA DELLA LEGITTIMITÀ DELL’OPERATO DELLA COMMISSIONE ELETTORALE INDIPENDENTE (IEBC) Le elezioni presidenziali 2017 in  Kenya  sembrerebbero finalmente essersi concluse con un Habemus presidentum , ‘abbiamo un presidente’.  La Corte Suprema keniota ha infatti respinto all’unanimità i ricorsi presentati per contestare la legittimità delle votazioni e ha quindi confermato, lunedì 20 novembre, la vittoria del presidente uscente Uhuru Kenyatta , eletto lo scorso 26 ottobre. Si trattava in realtà del secondo appuntamento elettorale organizzato in Kenya dopo la decisione della stessa Corte di annullare, per irregolarità, le precedenti votazioni tenutesi l’8 agosto. Anche in quell’occasione era uscito vincente il presidente Kenyatta. Il provvedimento non può che essere favorevole alla democrazia keniota che difficilmente avrebbe potuto reggere, sop...

TOGO: LA CACCIATA DI MUGABE FA BEN SPERARE PER QUELLA DI GNASSINGBÉ

CONTINUANO IN MOLTE CITTÀ DEL PAESE LE MANIFESTAZIONI CONTRO IL PRESIDENTE, AL POTERE DA 12 ANNI Continuano in molte città del Togo le manifestazioni contro il presidente Faure Gnassingbé al potere da 12 anni , intenzionato a rimanerci ancora alcuni anni, dopo essere subentrato al padre rimasto alla guida del Paese per 38 anni. L’impeachment  dell’ultra novantenne  Robert Mugabe , a capo dello Zimbabwe da 37 anni, fa ben sperare sull’esito della crisi politica che da agosto sta mettendo in ginocchio il Togo. La repressione è stata finora l’unica risposta alle proteste.  A giustificare il tutto è intervenuto lo stesso presidente Gnassingbé dichiarando che « il Togo è attualmente turbato da dimostrazioni affatto pacifiche e quindi autorizzate, ma al contrario estremamente violenti ». Gli arresti sono all’ordine del giorno e si contano almeno 16 vittime dall’inizio delle proteste. Un militante dell’ Alleanza nazionale per il cambiamento (ANC)  parla di ‘arr...

CIAD: LE VITTIME DI HISSÈNE HABRÉ RECLAMANO I RISARCIMENTI

IN SETTEMILA CHE HANNO SUBÌTO VIOLAZIONI DEI DIRITTI DELL’UOMO TRA IL 1982 E 1990 SOTTO LA DITTATURA HANNO DEPOSITATO UNA DENUNCIA Settemila vittime di violazioni dei diritti dell’uomo compiute in Ciad tra il 1982 e 1990 sotto la dittatura di Hissène Habré hanno depositato una denuncia  contro l’attuale governo ciadiano di  Idriss Deby Itno , salito al potere ben 25 anni fa dopo aver deposto, con un colpo di stato, lo stesso Habré. Il documento è stato depositato venerdì 10 novembre presso la  Commissione africana sui diritti  dell’uomo e denuncia il governo per non aver rispettato la sentenza emessa dalle Camere africane straordinarie (CAE) , una corte speciale istituita in occasione del processo al dittatore tenutosi in Senegal nel 2015. Subito dopo la deposizione di Habré e il suo esilio prima in Camerun poi in Senegal venne istituita dal nuovo governo una commissione d’inchiesta per perseguire i responsabili dei crimini commessi in Ciad durante gli...

SUDAN E SUD SUDAN SULLA VIA DELLA PACE?

I DUE PRESIDENTI SI SONO INCONTRATI NELLA CAPITALE SUDANESE DI KHARTOUM, IL 1° E 2 NOVEMBRE, PER DISCUTERE E MIGLIORARE L’ACCORDO DI COOPERAZIONE FIRMATO NEL 2012 Con grande stupore si è assistito all’abbraccio, o poco meno, tra il presidente del Sudan  Omar Al-Bashir  e il suo omologo del Sud Sudan  Salva Kiir Mayardit . I due presidenti si sono incontrati nella capitale sudanese di Khartoum, il 1° e 2 novembre, per discutere e migliorare l’ Accordo di Cooperazione firmato nel 2012 e quindi per mettere la parola ‘fine’ alle tensioni esistenti tra i due paesi fin dal luglio 2011 quando il Sud, a maggioranza cristiana, si è staccato dal Nord musulmano dopo ben 22 anni di guerra civile, la più lunga in tutta l’Africa. Prima questione trattata, quella del  petrolio , la grande ricchezza del governo di Juba che deve pagare al Sudan tasse di transito per l’esportazione del greggio. Se il Sud Sudan dispone di circa l’80%  dei giacimenti petroliferi, d...

KENYA: VITTORIA DI KENYATTA

VINCE KENYATTA CON IL 98.3%: SIAMO ALLE SOLITE? IN KENYA, SECONDO LA IEBC, L'AFFLUENZA È STATA DEL 38.8%. ODINGA RAGGIUNGE COMUNQUE 73.000 VOTI Il risultato delle elezioni presidenziali in Kenya non mette certamente la parola fine alla crisi politica che il Paese sta attraversando  da diversi mesi. La Commissione elettorale indipendente del Kenya ( IEBC ) ha annunciato nel pomeriggio di lunedì  30 ottobre la vittoria del Presidente uscente Uhuru Kenyatta  alla ripetizione delle presidenziali fissate il 26 ottobre  dopo l’annullamento , per gravi irregolarità, delle elezioni dell’ 8 agosto  scorso . La IEBC parla di un’ affluenza  alle urne pari al  38.8%   dei 19.6 milioni iscritti  alle liste e della  vittoria  di Kenyatta con addirittura il  98.3% delle preferenze . Un risultato scontato , visto anche il  boicottaggio  messo in atto dallo  storico rivale  del presidente,  Raila Od...