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TIRAMISÙ… STORIA INFINITA… E PER FORTUNA!

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Con il suo sapore fragrante, ottenuto da un giusto dosaggio di mascarpone e caffè, il Tiramisù è sicuramente il dolce italiano più famoso del mondo, tanto da rappresentare assieme agli spaghetti e soprattutto alla dolce vita, l’Italia all’estero . Tutti ne parlano e, si sa, quando una cosa è sulla bocca di tutti, è inevitabile che tanti vogliano dire la loro. E così il Tiramisù è assurto quasi a mito e se ne ricercano le origini. Visto il grado di notorietà di cui gode, tutti cercano di rivendicarne la paternità , dando sì nascita a lunghe diatribe ma, per fortuna, tenendo allo stesso tempo alto il suo nome. Vediamo un po’ le diverse ipotesi sull’origine del Tiramisù o, al limite, quale sia quella più affascinante. Non poteva mancare una collocazione geografica di questo dolce tipicamente made in Italy nella splendida regione Toscana , protagonista indiscussa nel panorama turistico mondiale. Pare che le origini del Tiramisù risalgano al XVII secolo, quando alcuni pastic...

FORNAI PER TRADIZIONE: LA FAMIGLIA CUCCHIARO DI TOLMEZZO

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Sotto i caratteristici portici di via Roma a Tolmezzo, in provincia di Udine, si s copre una delle zone più suggestive ma anche più antiche del capoluogo carnico. Ed è proprio lì, nei passaggi coperti, che nel lontano 1912 Giovanni Battista Cucchiaro , classe 1891, originario di Tra­saghis, appartenente al ramo dei Taboghe , subentra al vecchio fornaio Pierluigi Larice, proprietario di un forno con bottega annessa. Qualche anno dopo, e precisamente nel 1915, Giobatta, come era comune­mente chiamato, diventa titolare dello stesso panifi­cio situato in via Roma, ancora oggi di proprietà dei Cucchiaro. La guerra non interrompe l’attività di Giobatta che si ritrova impegnato a far pane per i soldati. Dopo la Rotta di Capo­retto, la moglie viene accolta come profuga a Firenze, mentre Giobatta rimane a Tolmezzo e conti­nua la sua attività, particolarmente importante in quel periodo. Da quel momento inizia la lunga tradizione familia­re di fornai che s’interrompe nel 1956 quando v...

DONNE IN CARNIA

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Anni '50. Donne al rientro dai campi (ph. G. Segalla) La femine a ten su tre cjantons da cjase o a ju sdrume ducj cuatri “La donna sorregge  tre   angoli di casa o li demolisce tutti e quattro” Proverbio friulano che ben si addice alle donne della Carnia, fondamentali nell’economia e nella vita familiare, per natura forti e tenaci, ma anche capaci di grandi decisioni. Insomma donne a 360°! Della centralità e dell’importanza della donna non ha tenuto memoria solo la cultura friulana. Un proverbio africano recita, facendo quasi da ecco al detto del Friuli,  “Se le donne abbassassero le braccia, il cielo cadrebbe” . Due visioni comuni da due territori culturali quasi agli antipodi, sostenute da numerose altre testimonianze, che conferisce all’autorevolezza della donna un senso atavico. Spesso relegata ai margini della società tutta al maschile, cosa che purtroppo persiste ancora oggi, non sono tuttavia mancate nella storia di ogni tempo ‘grandi donne’… e ...

L’ACQUA FRIULANA GOCCIA DI CARNIA

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L’acqua è una delle risorse più preziose presenti sul nostro pianeta. “Non esiste vita senza acqua” e più che uno slogan, e una realtà. E infatti fondamentale per la vita dell’uomo e di tutti gli esseri viventi, rendendo da sempre indispensabile il suo sfruttamento, anche nelle zone più remote. Cosi avviene da molti anni in Carnia e in particolare a Pierabech, a 3 km dal comune di Forni Avoltri, il paese più a settentrione del territorio, incastonato nell’assoluto silenzio di boschi e montagne. In quella località si trova una delle sorgenti d’acqua oligominerale più ricche d’Europa, la Fonte di Fleons che sgorga a 1.370 metri di quota nel cuore delle Alpi Carniche. Nel 1964 nacque l’idea di imbottigliare l’acqua della Fonte di Fleòns dall’industriale comasco Franco Tettamanti , il quale, dopo l’alluvione del 1966, da il via, con i soci, a quell’importante realtà che e la Goccia di Carnia . Alla fine degli anni ’70, i fratelli Ieronutti , Claudio, Mario, Ottavo e Primo, ori...

L’ARTE DEI SALUMI A ZUGLIO: AZIENDA MOLINARI

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(ph. Arch. Molinari) L’abitato di Zuglio, insediato nella media vallata del torrente But alla confluenza con il rio Bueda, è noto fin dal tempo dei romani che ci hanno lasciato un segno indelebile della loro presenza. La cittadina è oggi conosciuta per i rinvenimenti di un’antica città romana – conservati presso il civico museo archeologico "Iulium Carnicum" – per il foro romano , unica zona archeologica ora visibile, e per la pieve di San Pietro in Carnia , fra le più antiche del Friuli, senza dimenticare la “Polse di Côugne” , centro ecumenico e sede di molteplici attività (biblioteca storica, pinacoteca, ecc.) . Ma Zuglio non è solo questo; vanta infatti la presenza di un’azienda con una storia di non poco rilievo. Parliamo della Molinari Salumi . Lo stabilimento a Zuglio con veduta della pieve di S. Pietro (ph. Arch. Molinari)   L’allevamento del maiale arriva in Italia dalla Mesopotamia e il consumo della sua carne è ben testimoniato. Gli storici ...

RESTAURO E ANTIQUARIATO: REDAICARUI DI TOLMEZZO

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Quell’insetto insulso che si nutre della fibra del legno, scavandovi gallerie che compromettono spesso la solidità della mobilia, ha un grande nemico.  Anche se la lotta è impari, perché sconfiggere il tarlo definitivamente è alquanto impossibile, i restauratori sono ben attrezzati per la manutenzione e il recupero, nonché la conservazione di mobili di vario tipo .  “ Re dai carui ” (re dei tarli) è il giusto titolo da conferire a questi instancabili ‘combattenti’ di tarli ed è anche il nome di una raffinata bottega di restauro sita a Tolmezzo, in provincia di Udine. Delfino Cimenti (ph. arch. Cimenti) L’attività di Redaicarui affonda le sue radici nella tradizione e nella storia della famiglia Cimenti di Fielis di Zuglio , impegnata da generazioni nell'artigianato. La passione e l’arte passa inevitabilmente attraverso i sensi e il tatto diventa fondamentale per chi ama e lavora il legno. Così ha iniziato la sua attività Delfino Cimenti , classe 1911, che si c...

GUERRA DEL BIAFRA ANCORA VIVA

LA QUESTIONE SEMBRAVA SEPOLTA, MA IL PROCESSO DI RIAPPACIFICAZIONE NON È MAI VERAMENTE DECOLLATO Le autorità nigeriane hanno imposto il coprifuoco nello stato sud-est di Abia in Nigeria . Doveva essere inizialmente di tre giorni, ma è rimasto in vigore fino a domenica 17 settembre. Anche la ripresa della scuola, prevista il 18 settembre, è stata rimandata alla settimana successiva. La decisione era stata presa dopo lo scoppio di scontri tra l’esercito e gli attivisti dello stato indipendente del Biafra (Ipob). Sono passati quasi 50 anni da quando è finita la guerra civile per la secessione del Biafra che in tre anni ha visto la morte di più di un milione di persone e la riannessione del territorio alla Nigeria . In questo conflitto, alle ragioni etniche – gli Igbo, etnia maggioritaria nella regione del Biafra sono cristiani e animisti e volevano staccarsi dai nigeriani musulmani – si sono aggiunte quelle economiche: il Biafra è una regione ricchissima di risorse petrolifere...