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KENYA: RAÏLA ODINGA, L’ ANTI-PRESIDENTE GIURA

SI TRATTA DI UN GESTO SIMBOLICO PER CONTESTARE LA LEGITTIMITÀ DELL’ATTUALE GOVERNO E ALLO STESSO TEMPO PER OFFRIRE UN’ALTERNATIVA È stata fissata a martedì 30 gennaio la cerimonia di giuramento da Presidente di Raïla Odinga e del suo vice Kalonzo Musyoka. La manifestazione avrebbe dovuto tenersi inizialmente il 28 novembre, in concomitanza con il giuramento del Presidente eletto Uhuru Kenyatta, figlio del ‘padre fondatore’ del Kenya, Jomo Kenyatta. Si tratta di un gesto simbolico per contestare la legittimità dell’attuale Governo e allo stesso tempo per offrire un’alternativa . Oppositore storico di Kenyatta, Odinga continua a contestare i risultati delle elezioni, dopo avere boicottato l’appuntamento elettorale di ottobre 2017 fissato in conseguenza dell’annullamento, ‘in nome della trasparenza’ e per gravi irregolarità nella trasmissione dei dati, di quello di agosto. Venerdì 26, la coalizione  Super Alleanza Nazionale (NASA) , di cui è l...

TOGO: DONNE IN PRIMA LINEA

RIGOROSAMENTE VESTITE DI NERO, HANNO MANIFESTATO PER LE STRADE DELLA CAPITALE LOMÉ CONTRO IL PRESIDENTE FAURE GNASSINGBÉ, CHIEDENDONE LE DIMISSIONI L e proteste iniziate ad agosto 2017 contro il regime della dinastia Gnassingbé che dura da ben 50 anni – con il passaggio di consegna dopo 38 anni di governo del generale Eyadéma Gnassingbé al figlio Faure – continuano senza tregua in Togo , ma questa volta si sono messe di mezzo le donne che sono scese in piazza sabato 20 gennaio a miglia, una partecipazione definita ‘molto significativa’ dall’attivista Farida Nabourema . Rigorosamente vestite di nero, hanno manifestato per le strade della capitale Lomé contro il presidente Faure Gnassingbé, chiedendone le dimissioni . La manifestazione era stata organizzata dalla coalizione dei 14 partiti dell’opposizione i cui leader hanno marciato assieme alle manifestanti. Il servizio d’ordine è stato gestito dalle donne della gendarmeria di Lomé. Il coinvolgimento delle donne togolesi ...

TOGO E LE GRANE DEL PRESIDENTE

TOGO, LE GRANE DI FAURE GNASSINGBÉ PER IL 2018 CONTINUANO LE MARCE ANTIGOVERNATIVE. OLTRE POI ALLO SCANDALO DELLE RENDITE DERIVATE DALLO SFRUTTAMENTO DEL PETROLIO Sono passati ormai ben sei mesi da quando sono iniziate le proteste contro l’attuale presidente del Togo Faure Gnassingbé. Dal mese di agosto, sono stato organizzate quasi settimanalmente diverse marce antigovernative per chiedere il ritiro dal prossimo appuntamento elettorale del presidente che è alla guida del Paese dal 2005, dopo il governo del padre durato ben 38 anni. L’ultima manifestazione, in ordine di tempo, si è tenuta nella capitale di Lomé sabato 30 dicembre e ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone che hanno dichiarato, in diverse interviste, il loro ottimismo sull’esito della protesta che continuerà ad oltranza. Le manifestazioni togolesi sono tutte pacifiche, anche se sono stati inevitabili gli scontri tra i manifestanti e la polizia. ' Agence France Press ' riferisce l...

NIGERIA: A CASA IL GENERALE CHE NON HA SCONFITTO BOKO HARAM

NIGERIA: A CASA IL GENERALE CHE NON HA SCONFITTO BOKO HARAM LA SUA RIMOZIONE DOPO SOLO SEI MESI DIMOSTRA QUANTO LA LOTTA AI TERRORISTI SIA ARRIVATA AD UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA Risale al 6 dicembre la notizia della  rimozione del maggior generale   Ibrahim Attahiru dal suo incarico di comandante dell’operazione  ‘ Lafiya Dole ’ (pace con ogni mezzo), lanciata nel luglio 2015 per combattere il gruppo terroristico  Boko Haram  attivo nel nordest della Nigeria. Nominato a maggio di quest’anno,  Ibrahim è stato sostituito dal maggior generale Nicholas Rogers , non a caso  a pochi giorni dalla strage avvenuta in un mercato della città di Biu , a 185 chilometri a sud di Maiduguri, capitale dello stato di Borno nel nordest del Paese. Il bilancio è di  18 morti e più di 50 feriti . Si tratta dell’ennesimo attacco verificatosi nei sei mesi sotto il commando di Ibrahim. Lo  scorso 21 novembre , era stata la volta di una moschea att...

PAKISTAN, TRA STOP ALLE VIOLENZE E VOGLIA DI RICOMINCIAR

IL RACCONTO DI UN PROFUGO, IN EUROPA DA 10 ANNI, MA CHE NON È ANCORA RIUSCITO AD OTTENERE IL PERMESSO DI SOGGIORNO Quello del dicembre è stato l’ultimo attentato, ma solo in ordine di tempo, compiuto in Pakistan . Nel mirino il campus dell’istituto dell’agricoltura dell’università di Peshawar nel nordovest del paese. La città è spesso scossa da attacchi terroristici proprio perché vicina al confine afgano da dove si infiltrano militanti jihadisti e talebani. Il bilancio dell’attentato è ancora incerto. Si parla di almeno 14 morti, inclusi i terroristi, secondo quanto dichiarato dalla polizia, e di diversi feriti. La maggior parte delle vittime sono studenti. Nascosti dal burka, i terroristi, pesantemente armati, sono entrati nell’edificio e hanno sparato indiscriminatamente su chi si trovava sulla loro strada, compreso un responsabile della sicurezza. Il principale gruppo talebano del Paese, il Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP) , ha rivendicato l’attacco in un messaggio in c...

KENYA: QUESTIONI ETNICHE E INTERESSI INTERNAZIONALI

KENYA: KENYATTA VINCITORE TRA QUESTIONI ETNICHE E INTERESSI INTERNAZIONALI SONO ORMAI LONTANI I TEMPI I CUI CI SI PREOCCUPAVA DELLA LEGITTIMITÀ DELL’OPERATO DELLA COMMISSIONE ELETTORALE INDIPENDENTE (IEBC) Le elezioni presidenziali 2017 in  Kenya  sembrerebbero finalmente essersi concluse con un Habemus presidentum , ‘abbiamo un presidente’.  La Corte Suprema keniota ha infatti respinto all’unanimità i ricorsi presentati per contestare la legittimità delle votazioni e ha quindi confermato, lunedì 20 novembre, la vittoria del presidente uscente Uhuru Kenyatta , eletto lo scorso 26 ottobre. Si trattava in realtà del secondo appuntamento elettorale organizzato in Kenya dopo la decisione della stessa Corte di annullare, per irregolarità, le precedenti votazioni tenutesi l’8 agosto. Anche in quell’occasione era uscito vincente il presidente Kenyatta. Il provvedimento non può che essere favorevole alla democrazia keniota che difficilmente avrebbe potuto reggere, sop...

TOGO: LA CACCIATA DI MUGABE FA BEN SPERARE PER QUELLA DI GNASSINGBÉ

CONTINUANO IN MOLTE CITTÀ DEL PAESE LE MANIFESTAZIONI CONTRO IL PRESIDENTE, AL POTERE DA 12 ANNI Continuano in molte città del Togo le manifestazioni contro il presidente Faure Gnassingbé al potere da 12 anni , intenzionato a rimanerci ancora alcuni anni, dopo essere subentrato al padre rimasto alla guida del Paese per 38 anni. L’impeachment  dell’ultra novantenne  Robert Mugabe , a capo dello Zimbabwe da 37 anni, fa ben sperare sull’esito della crisi politica che da agosto sta mettendo in ginocchio il Togo. La repressione è stata finora l’unica risposta alle proteste.  A giustificare il tutto è intervenuto lo stesso presidente Gnassingbé dichiarando che « il Togo è attualmente turbato da dimostrazioni affatto pacifiche e quindi autorizzate, ma al contrario estremamente violenti ». Gli arresti sono all’ordine del giorno e si contano almeno 16 vittime dall’inizio delle proteste. Un militante dell’ Alleanza nazionale per il cambiamento (ANC)  parla di ‘arr...